ACCENNI GEOGRAFICI
Il Monte Zugna, unitamente al Monte Finonchio sono le montagne che sovrastano la città di Rovereto, in particolare il Monte Zugna è la montagna da sempre utilizzata dagli abitanti di Marco e di Lizzana, antichi comuni fino al 1927, anno in cui i comuni di Lizzana, Marco, Sacco, Noriglio, Rovereto sono stati accorpati in un unico comune.
Si accede dal fondovalle (quota minima 170 m.) prendendo la strada per la Vallarsa e giunti ad Albaredo, si svolta a destra e dopo 12 km. seguendo una strada costruita dagli Austroungarici, si arriva al rifugio Malga Zugna, struttura del Comune di Rovereto, che fino agli anni ’70 era la Malga dove i censiti di Lizzana portavano in alpeggio il bestiame.
La parte sommitale del monte Zugna, 1870 m., confina con i comuni di Ala e Vallarsa, mentre nella parte della media montagna con il comune di Trambileno. Dalla sua cima, come da un osservatorio privilegiato, possiamo scorgere una infinità di cime e nelle giornate più terse anche la laguna di Venezia e le vette alpine, uno spettacolo.

ACCENNI GEOLOGICI
Il monte zugna, una volta non era così.
Quello che possiamo ammirare oggi è il risultato della deposizione di materiale sedimentario relativo ad un periodo di 155 milioni di anni, ovvero tra il triassico superiore (220 milioni di anni fa) e la fine del Cretaceo (65 milioni di anni fa).
In totale lo spessore di questi sedimenti raggiungono i 1700 m., circa 1.500 m. depositati nei primi 40 milioni di anni e 200 m. nei successivi 115 milioni di anni.
In questo periodo tutta una serie di sprofondamenti e successivi innalzamenti ha portato tali sedimenti a pelo dell’acqua all’incirca 50 milioni di anni fa (Eocene) e poi la piattaforma di Trento (compresa tra il bacino lombardo ed il bacino di Belluno) ha cominciato ad alzarsi per raggiungere nelle nostre zone le cime che ora vediamo.
A caratterizzare maggiormente tali rocce sono i calcari grigi (in particolare la porzione del Membro Inferiore) dove troviamo per l’appunto le famose Orme dei dinosauri, che tanto lustro portano ai Lavini ed al Monte Zugna.
Tra le rocce non mancano, a partire dal basso, affioramenti di dolomia principale, i citati calcari grigi, la oolite di san vigilio, il rosso ammonitico, il biancone, la scaglia variegata, la scaglia rossa.

ASPETTI VEGETAZIONALI
La morfologia particolare della montagna, unita ad una geologia piuttosto uniforme (rocce sedimentarie di tipo calcareo) porta ad avere una vegetazione abbastanza variegata, in 1.700 m. il clima cambia notevolmente, dal caldo torrido dei Lavini di Marco, al fresco umido di alcune vallette, al freddo altimontano, il tutto caratterizzato dalla limitata presenza di sorgenti, proprio dovuto al fenomeno del carsismo assai presente.
L’insieme degli aspetti orografici, morfologici, geologici, climatici originano alcune tipologie forestali (tipi di bosco) che possono essere così riassunte:
Aceri – frassineti, alle quote di media montagna (600-1000 m.), laddove le condizioni del suolo sono migliori, specie nelle vallecole, si sviluppano piccoli lembi di bosco composti da Acero di montagan e Frassino maggiore.
Faggeta altimontana, sono i boschi di Faggio che sipspinge alle quote più alte, magari frammmisto all’abete rosso, qui gli accrescimenti e le forme degli alberi sono limitati.
Faggeta con carpino nero, nelle vallette più fresche, nella parte colllinare dove il carpino comincia a far spazio al faggio.
Faggeta tipica a dentaria; sono le faggete fertili, nella zona del Monte di Marco, che grazie al taglio dei censiti di Marco, che utilizzano la “parte”, attraverso il diritto di legnatico, uso civico, nel corso degli anni hanno messo in evidenza questa bellissima faggeta.
Lariceto secondario; sopra malga Zugna, troviamo un lariceto, da poco messo in evidenza attraverso una taglio selvicolturale, sono sempre a rimboschimenti degli anni 1950.
Mughete a erica e mughete acidofile d’invasione; sono Pini mughi che hanno invaso gli ex-pascoli di malga Zugna, oppure i ghiaioni, oppure i pavimenti calcarei nella zona della Banderola.
Orno-ostrieto primitivo; l’orografia accentuata, non permette una evoluzione al di là di stentate piante di Frassino minore e di Carpino nero.
Orno-ostrieto tipico; prevale il Frassino minore ed il Carpino nero, alle quote collinari sono forse i boschi più diffusi, proprio per la morfologia della montagna, l’esposizione al sole, la scarsità d’acqua, il terreno superficiale, la ceduazione frequente fatta in passato comporta degli accrescimenti molto limitati.
Ostrio-querceti; nelle parti basali e medie, dove il terreno è più evoluto si sviluppano boschi di Carpino nero e Roverella.
Pecceta secondaria; negli anni 1970 nei pascoli di malga Zugna hanno iniziato a rimboschire con abete rosso e abete bianco, in una zona che date le condizioni edafiche si presta alla presenza del faggio.
Pinete a Pino nero; a partire dal fondovalle fino ai 1.200 m. possiamo trovare ampi boschi di pino nero, ovvero Pinus nigra var. Austriaca, infatti a partire da fine 1800, gli Austroungarici avevano iniziato ad rimboschire i Lavini, le colline sopra Marco e Lizzana.

ACCENNI GEOLOGICI
Il monte zugna, una volta non era così.
Quello che possiamo ammirare oggi è il risultato della deposizione di materiale sedimentario relativo ad un periodo di 155 milioni di anni, ovvero tra il triassico superiore (220 milioni di anni fa) e la fine del Cretaceo (65 milioni di anni fa).
In totale lo spessore di questi sedimenti raggiungono i 1700 m., circa 1.500 m. depositati nei primi 40 milioni di anni e 200 m. nei successivi 115 milioni di anni.
In questo periodo tutta una serie di sprofondamenti e successivi innalzamenti ha portato tali sedimenti a pelo dell’acqua all’incirca 50 milioni di anni fa (Eocene) e poi la piattaforma di Trento (compresa tra il bacino lombardo ed il bacino di Belluno) ha cominciato ad alzarsi per raggiungere nelle nostre zone le cime che ora vediamo.
A caratterizzare maggiormente tali rocce sono i calcari grigi (in particolare la porzione del Membro Inferiore) dove troviamo per l’appunto le famose Orme dei dinosauri, che tanto lustro portano ai Lavini ed al Monte Zugna.
Tra le rocce non mancano, a partire dal basso, affioramenti di dolomia principale, i citati calcari grigi, la oolite di san vigilio, il rosso ammonitico, il biancone, la scaglia variegata, la scaglia rossa.