PERCORSI DELLA GRANDE GUERRA

INTRODUZIONE STORICA (di Tiziano Bertè)
L’esercito austro-ungarico aveva deciso di costruire un forte sulla cima del Monte Zugna. Altri forti, preposti alla difesa del basso Trentino, sarebbero stati costruiti sull’Altissimo di Nago, sul Monte Vignola, a Pozzacchio e sul Pasubio. Per questo, nel 1912, l’esercito austro-ungarico iniziò la costruzione di questa strada, mai tuttavia completata a causa del conflitto con la Serbia, scoppiato il 28 luglio 1914, che innescò la Prima guerra mondiale.
Nel settembre di quell’anno, prevedendo l’entrata in guerra dell’Italia ed essendo quei forti incompleti, l’esercito austro-ungarico abbandonò la difesa del confine politico e si portò su una linea più breve che passava per Rovereto. Da quella linea, il 15 maggio 1916 scatenò un’offensiva (definita Strafexpedition) contro l’esercitò italiano (che nel 1915 aveva occupato il basso Trentino) che sullo Zugna si ritirò fino ad arrestarsi, il 18 maggio, al Trincerone. Qui, malgrado i numerosi attacchi, gli austro-ungarici dovettero fermarsi e costruire un campo trincerato contrapposto a quello italiano, con trincee, ricoveri in caverna e in baracca, comandi, depositi, postazioni, teleferiche, acquedotti e altro. Anche gli italiani si organizzarono completando questo apparato, sia di difesa che logistico, quasi tutto a cavallo di questa strada.
Oggi qui possiamo vedere – esempio unico su tutto il fronte italo-austriaco – la sezione delle due linee con le rispettive organizzazioni, procedendo dalla parte bassa del monte dove erano posizionate le grosse artiglierie austro-ungariche, per arrivare alla prima linea, verso quota 1400, con entrambi gli avamposti e “la terra di nessuno”, attraversare la prima linea italiana, fino alle artiglierie italiane di medio calibro e il caposaldo della cima. Entrambi gli eserciti considerarono il territorio del Monte Zugna come prima linea: da parte italiana, vi erano ben sei linee di difesa consecutive. I manufatti oggi recuperati ricadono esclusivamente nell’ambito di proprietà del Comune di Rovereto.

installazione didattica ad inizio percorso

1 – installazione didattica ad inizio percorso

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3 – tratto di camminamento per le prime linee;
area austro-ungarica

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5 – dal “Trincerone” verso Trento

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7 – panorama verso la Vallagarina

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2 – edicole che ospitavano gli stemmi dei battaglioni Kaiserschützen alla curva delle “Tre Aquile”

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4 – dalla prima linea austro-ungarica verso il “Trincerone”, sullo sfondo

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6 – L’area della “Valletta S. Lazzaro”, con il cimitero Militare dedicato a S. Matteo e il Comando di Battaglione. Area italiana

Model

8 – planimetria percorsi

BREVE DESCRIZIONE PROGETTO E PERCORSO (di Alessando Andreolli)
La strada che sale da Albaredo alla cima dello Zugna permette di attraversare per intero l’organizzazione del fronte della Prima Guerra Mondiale. Valorizzando tale unicità assoluta su tutto l’arco del fronte, l’intervento ha permesso di recuperare in maniera organica la struttura dell’ambito storico della prima Guerra Mondiale, organizzata in prime linee, retrovie e sistema sotterraneo, rendendo evidenti anche altre peculiarità della montagna che sulla strada convergono.
Il percorso di visita segue la strada ed è impostato ad anello, è lungo circa 11 Km con un dislivello di 900m (è consigliabile farlo a tappe).
Si parte a valle, dalle retrovie austro-ungariche, si attraversa l’area delle prime linee del “Trincerone-Kopfstellung” (intervento vincitore del premio di architettura “Costruire il Trentino” 2009-2012) e si percorrono poi le retrovie italiane. Terminata la strada nei pressi del Rifugio Monte Zugna, si prosegue sul Sentiero della Pace fino alla cima. Da qui, si può continuare per Passo Buole.
Lungo la strada si incontrano postazioni di artiglieria, trincee, cimiteri militari, crateri di colpi d’artiglieria e sistemi di gallerie. Installazioni didattiche identificano i manufatti e i siti testimoni delle contrapposte organizzazioni militari.
La strada intercetta anche altre peculiarità dello Zugna: l’antica mulattiera di monticazione, la frana dei “Lavini”, sul cui piano di scivolamento sono emerse le “orme dei dinosauri”, il percorso astronomico e l’Osservatorio.
Il ritorno dal Rifugio può avvenire seguendo il Sentiero della Pace, lungo camminamenti militari che permettono di ricongiungersi alla strada nei pressi della curva delle “Tre Aquile”